giovedì 18 agosto 2011

Within a Mile from Home Flogging Molly (SideOneDummy Records 2004)











Qualche post fa avevo parlato dei Flogging Molly e del loro masterpiece Drunken Lullabies ed ecco che , a distanza di un mese, ripropongo nuovamente la folk punk band losangelesina con il seguito Within a Mile of Home datato 2004.
L'album in questione disegna una personalizzazione nel suono della band, con l'aggiunta di elementi nuovi, un taglio più rock di alcuni pezzi ed in generale una maggior articolazione dei brani, con testi ancora più belli e profondi. Se con un disco, seppur bello  come DL, i Flogging Molly si erano imposti sulla scena, con questo album vogliono consolidare la loro posizione pur facendo progredire il loro sound, rendendolo ancora più unico
Di carne al fuoco ce ne è davvero molta e lo si denota anche dalla lunghezza del cd che sfora i cinquanta minuti. L'opener Screaming at the Wailing Wall è di impatto e percorre la scia di quella Drunken Lullabies che era il singolo trainante del capitolo precedente: Ritmiche veloci dall'impatto assicurato, muro di chitarre elettriche per una Punk-folk song  da pogo assicurato.
La seguente Seven Deadly Sins è la classica song sguaiata che i Pogues avrebbero voluto scrivere, ma che i "Sette Pirati" dell'ammiraglia Flogging Molly hanno reso loro issando il Jolly Roger sul pennone più alto. Tra l'altro il tema del mare e delle scorribande piratesche è spesso ripreso all'interno della discografia dei FM, grazie anche al contributo del bassista Nathan Maxwell, che compone spesso pezzi ispirati al mare( In questo cd segnalo Queen Ann's Revenge).
Factory Girls è una bella ballata countryeggiante, impreziosita dalla voce di Lucinda Williams che duetta insieme a Dave King, una canzone che da speranza alle Working Classes ed alle Working Girls di tutto il mondo.
Se le due ballad Whistles the Wind e The Light of a Fading Star ci riportano la mente in pub fumosi della natia Irlanda, dove una buona pinta può scaldare il cuore e levigare le intemperie dell'animo, è con To Youth (My Sweet Roisin Dubh) che ci imbattiamo in un gioiellino di stupefacente intensità emotiva: una folk song impreziosità da tanta elettricità punk, ma che ha la musica e le parole che solo la tradizione poplare irlandese può snocciolare:
Tell me why must our peace be this puzzle
That fractures the land, splinters war
The last nails cite the shame in our coffin
But in the end we must all die alone

So it's to youth I sing you this story
And it's of youth I sing it now
Like the train that derails without warning
Some must leave what they left far behind
So goodbye, sweet Roisin Dubh, I say goodbye


Proseguendo nell'ascolto ci imbattiamo in un altro highlight dell'album: Tobacco Island, dove il legame di Dave King con la sua terra natia, l'Irlanda si fa ancora più forte. La canzone narra dei tanti deportati irlandesi, che grazie alle leggi di Cromwell, venivano spediti su navi in condizioni pietose, nelle Barbados per i lavori forzati.
La matrice folk qui è davvero marcata, un naturale filo che ci conduce ai lavori precedenti,ma arrivando alla titletrack,ci si imbatte in sonorità nuove, più similmente rock, in uno dei pezzi più intensi dell'album, con la parte finale davvero irresistibile:
Don't turn your back on me, don't ever let me down"
She said, "I picked you up each time before you hit the ground
Your selfish face is now erased when someone mentions you
If only you had seen what I now see
And turned the corner where you would of been
Within a mile of home, within a mile of home"

Ormai il cd sta volgendo al termine, non prima di regalarci una ballata crepuscolare come Don't Let me Die Still Wondering, bellissima ed intensa, malinconica e pregna di significati, un tributo ad un passato da guardare senza rinpianti e rancori. Un tributo ai ppersonaggi che hanno formato la tempra di Dave King: Johnny Cash e Joe Strummer...e proprio alla loro memoria viene posto l'epitaffio di questo album.
So don't let me die still wondering
What it was I left behind
I want a race well run ahead of the gun
With a dance before the far finish line
So no life long regrets, only well feathered steps
Until these shoes I can longer shine
But don't let me die still wanderin'
For the love I left behind

Purtroppo Within a Mile of Home è stato sottovalutato all'epoca e tutt'ora viene considerato un lavoro minore, come tutti i dischi di transizione. Meno diretto del suo predecessore e probabilmente troppo lungo, tanto che arrivare in fondo a volte può essere davvero faticoso. Ma all'interno ci sono ottimi pezzi, suonati anche dal vivo e soprattutto ci sono le basi per l'evoluzione del sound dei Flogging Molly, il suono che avrà quelle caratteristiche per cui ora sono una delle punte di diamante del movimento Folk-punk e che ha tolto loro quell'etichetta di epigoni dei Pogues.
www.floggingmolly.com
www.myspace.com/floggingmolly



2 commenti:

  1. Ottimo!!!! Un disco passato un pò inosservato anche secondo me...Bella recensione!

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