lunedì 21 febbraio 2011

Don't back Down The Queers (Lookout Records 1996)













The Queers!! Nome storico per chi si nutre di punk rock, visto che la formazione americana è attiva sin dai primi anni'80 ed è attiva sino ai giorni nostri, tra continue voci di scioglimento, split up vari e solite sfighe che accompagnano una rock and roll band che si rispetti.
I Queers vengono dal New Hampshire ed hanno prodotto diversi album, una serie infinita di singoli, girato il globo in svariati tour e si può dire che la loro influenza, fortissima negli anni'90, abbia  dato alla luce svariate pop punk bands, vogliose di emulare le gesta di Joe Queer e soci ( che a loro volta hanno seguito le orme dei fratellini Ramone...).
Citavo prima gli anni'90, sicuramente il loro periodo di massimo splendore, quello dove si accasarono presso la label discografica californiana Lookout Records, che in catalogo poteva vantare i primi Green Day o gli Screeching Weasel e, diedero alla luce un trittico di album che li fece fare il salto di qualità: Love Songs for the Retarded, Beat Off (oggetto di culto...)e Don't Back Down, forse il loro album più melodico, dove le influenze sixties, surf e Bubblegum Rock si  fanno sentire più che in ogni altro lavoro, amalgamandosi alla perfezione con le velocità punk and roll che sono un marchio di fabbrica oramai imprescindibile.
Dimentichiamoci velleità intelletuali o attitudini sociali, qui si macina ignoranza e divertimento, birra e ragazze il tutto condito con ironia e sarcasmo come nella opener No Tit (She's flat as a board and I just don't care...) o in I only Drink Bud, tributo alla bevanda preferita di ogni punk rocker americano che si rispetti ( Heineken is skunk piss dude, and Miller sucks so bad/I'm Joe Queer, I've tried'em all. I've spilled more than you've had alright), veloci ma  meravigiosamente melodiche, grazie anche alla prestazione vocale di Joe, punto di forza della band.
Di notevole impatto ed importanza anche le ballatone stile anni 60,classico del repertorio del teenager innamorato come Number One o Sidewalk Surfer Girl impregnata di cori  che difficilmente usciranno dalla testa dopo il primo ascolto.
La titletrack è un omaggio ai Beach Boys, dove si può tranquillamente dire che i discepoli riescono a superare i maestri per impatto ed intensità, un vero e proprio tributo a Brian Wilson, altra grande fonte d'ispirazione insieme ai sopracitati Ramones, come non si può non menzionare il singolo Punk Rock Girls, la giusta via di mezzo tra il punk rock e le morbide sonorità bubblegum...Yummy Yummy punk rock girls/I wish theey all were punk rock girls...impossibile rimanere fermi su un pezzo cosi, una Sheena is a Punk Rocker degli anni'90!
Ovviamente un gruppo come i Queers o lo si ama o lo si odia, vista la naturale intransigenza dei Punk rockers più oltranzisti per certe sonorità così morbide, ma è indubbio che grazie a loro si sia creato un filone musicale che da sempre è molto attivo, soprattutto in Italia, vista la miriade di bands nate su questa scia.
www.myspace.com/thequeers
http://www.thequeersusaband.com/  (sito amatoriale)
http://www.ramonetothebone.tk/ (sito dal quale si possono scaricare aggrattiss centinaia di titoli pop punk, tra cui discografia e bootleg dei queers)

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